La storia di Antea e di Nim

Questa storia comincia giaÌ nel 1996, quando Antea, una meravigliosa alana tigrata, entra a far parte della mia vita. In quel periodo ero rientrata in Italia dopo diversi anni trascorsi all'estero, e mi stavo trasferendo in una casa in campagna che avevo fatto costruire.
Antea aveva tre mesi, e passoÌ il primo paio di mesi in giro con me, vivendo qua e la in attesa che la nostra casa fosse ultimata.... E cosiÌ poi ha continuato negli anni successivi, dato che in quel periodo ero molto spesso in viaggio. Ha visto praticamente tutti i Paesi europei, Scandinavia compresa, eÌ sempre stata una viaggiatrice strepitosa e entusiasta, fincheÌ nel 2002 si eÌ ammalata di mielopatia degenerativa e alla fine se n'eÌ andata.
Un vuoto immenso.
Ma prima di andarsene, attraverso le numerose comunicazioni telepatiche che abbiamo fatto fino alla fine, mi promise che sarebbe tornata da me in questa vita! Questo pensiero mi ha reso piuÌ lieve il distacco, il pensiero che sarebbe davvero tornata eÌ stato una grande consolazione.
Ma passavano gli anni, ho avuto e ho tuttora altri meravigliosi cani, ogni tanto le chiedevamo se era ora ma lei, immancabilmente, diceva "non adesso".
Poi, nel luglio 2009 andai a visitare un allevamento di alani di una signora che conoscevo da tempo, per accompagnare una mia amica che aveva per vie traverse salvato uno dei suoi cani. Chiacchierando e visitando l'allevamento incontrammo una femmina tigrata che era in attesa di partorire a giorni, ed io, che non stavo affatto pensando di aggiungere un altro cane al mio numeroso gruppo, ebbi uno strano presentimento.
Tornando a casa facemmo subito una comunicazione, e Antea ci disse che stava reincarnandosi proprio li, ancora una volta come femmina tigrata, e che quella sarebbe stata la nostra ultima comunicazione come "Antea". Presa dal panico, le chiesi come avrei fatto a riconoscerla, e lei mi disse: "SaroÌ la femmina tigrata piuÌ grande della cucciolata, e in ogni caso non ci saranno dubbi..." Dopo pochi giorni la mamma alana partoriÌ 5 cuccioli, due femmine tigrate e tre maschi fulvi. Andai a trovarli quando avevano un paio di settimane, con una leggera apprensione per il fatto che avrei avuto davanti due femmine tigrate. L'avrei davvero riconosciuta? Purtroppo, come ci aveva giaÌ detto nell'ultima comunicazione, non ci furono dubbi: la seconda cucciola mori improvvisamente!
Avevo quindi di fronte colei che doveva essere la reincarnazione di Antea, e l'emozione era fortissima ..... Andai a trovarla spesso finche era in allevamento, e a due mesi finalmente la portai a casa. La chiamai Nim.
      
E liÌ vi furono le prime sorprese: fra gli altri miei cani, tre di loro avevano conosciuto Antea, sebbene fossero molto giovani. Nim sembroÌ subito perfettamente a suo agio con loro, e loro con lei. Girava in casa e in giardino non come un cucciolo spaesato, ma come una padrona di casa, sicura e determinata.
E la cosa piuÌ incredibile fu la porta d'ingresso: quando Antea viveva li aveva un compagno, Byron, un alano nero, e per entrambi avevo fatto fare una porta di plexiglas per poter entrare e uscire liberamente in giardino. Ma nel tempo avevo aggiunto altri tre cani, due Labrador e una Hovawart, e dal momento che erano tutti cuccioli all'epoca gestivo personalmente le loro entrate e uscite, quindi decisi di chiudere la porta di plexiglas con un pannello. Nessuno dei giovani, tranne Antea e Byron, conosceva l'esistenza di quella porta. Byron eÌ mancato nel 2007, quindi non ha incontrato Nim.
Ebbene, dopo qualche giorno che Nim era arrivata a casa sentii un rumore sordo da dentro casa (i cani erano tutti fuori): mi affacciai per vedere se andava tutto bene, e vidi una cosa incredibile: Nim era davanti al pannello che nascondeva la porta di plexiglas, e lo stava letteralmente prendendo a testate nel tentativo di aprirlo! ........ (con tutti i cani che la guardavano probabilmente pensando "ma cosa diavolo sta facendo?")
Presa da irrefrenabile curiositaÌ, ho smontato il pannello senza che nessuno di loro fosse presente (quindi la porta era utilizzabile), poi li ho fatti uscire di nuovo e ..... Nim si eÌ gettata dentro dalla pesante porta di plexiglas, a due mesi e mezzo, senza pensarci due volte!! Credevo di sognare ...:-)
Ora Nim ha 16 mesi, e mi ha dato molte altre prove di ricordare cose che facevamo insieme, ma questo primo episodio, cosiÌ piccina eppure cosiÌ determinata, mi eÌ rimasto impresso per sempre nel cuore.
Non accade sempre, ma puoÌ succedere che i nostri meravigliosi animali decidano di tornare ancora una volta durante questa nostra incarnazione, soprattutto se eÌ rimasto qualcosa in sospeso percheì, magari, li abbiamo persi troppo presto ... Antea aveva solo sei anni e mezzo quando se n'eÌ andata, e probabilmente la nostra storia insieme non era giunta a termine.
Ora c'e Nim, con la sua personalitaÌ e il suo carattere, ma con quel "quid" che ogni giorno mi ricorda che siamo giaÌ state insieme, che stiamo solo riprendendo un percorso di vita mai interrotto, solo momentaneamente sospeso ... Ed eÌ una straordinaria consolazione, e la prova che la morte eÌ solo un passaggio di qua e di la da un velo sottile.


Rob&Echo

Sono stata sempre appassionata da tutto quello che va oltre le parole, oltre la normale comunicazione e conoscenza che solitamente noi “umani” utilizziamo. E questa mia passione mi spinse dritta dritta senza scetticismo  verso la telepatia in un momento molto molto difficile della nostra vita.
Mi dissero che uno dei miei fratelli pelosi, Echo, dobermann marrone, era gravemente malato; soffriva di una miocardiopatia dilatativa in stato già molto avanzato nonostante la sua giovane età. Era il 3 maggio del 2010. Speranza di vita: 1 mese.

La diagnosi mi cadde addosso come un macigno e passai davvero giorni disperati, contagiando il mio piccolo amico con la mia tristezza. Una cara amica mi disse che c’era la possibilità di comunicare in modo diretto con lui con la telepatia; non ci pensai neppure un attimo, chiamai subito Valeria e li cominciò la nostra fantastica avventura.
Riuscii tramite Valeria e la sua comunicazione telepatica con Echo a capire e arginare molti dei suoi problemi, dei suoi malesseri, delle sue tristezze dovute alla malattia.
La malattia lo devastava più nello spirito che nel fisico all'inizio; non poteva più correre, giocare, si affaticava presto e si sentiva un peso per me, un cane dentro un corpo sbagliato, un corpo che non voleva più...
Tramite Valeria che gli parlava, gli spiegai che per me lui è un enorme motivo di felicità, il più bell'incontro che la vita mi potesse regalare. Gli comunicammo che non era un peso, ma che l'amore che avevo verso di lui era sterminato e che ero qui per aiutarlo in questo suo difficile cammino. Saremmo stati uniti sempre, vicini per aiutarci ed imparare a vicenda. E fu proprio cosi che andarono le cose.
Lui capì che poteva fidarsi fino in fondo, che le visite dal veterinario non dovevano preoccuparlo, che se non riusciva a fare qualcosa non doveva sentirsi sciocco, ma essere fiero ed orgoglioso della sua voglia di vivere e del suo coraggio. io sarei stata li con lui sempre.
Ho imparato molto anche io in questo tempo; ho imparato che la via va presa giorno per giorno, che l'amore cura molto più di ogni medicina e che lo sguardo dolce di un cane riconoscente non può essere sostituito da nulla al mondo.
Uno degli esempi reali e pratici che posso fare in merito alla telepatia è  questo: il cucciolo continuava a soffrire di vomito, non riuscivo neppure con i medicinali a placare questo problema. Chiesi a Valeria di parlare con lui ed Echo disse che era qualcosa che mangiava a creargli problemi di stomaco.
Cambiai dal giorno stesso dieta ed il piccolo smise di avere problemi di stomaco.
La telepatia ci ha anche permesso di rendere speciale  il nostro rapporto;  bastava  uno sguardo o un gesto, fatto da me o da lui e subito ci si capiva; lui mi chiedeva di uscire quando ne aveva voglia,  mi faceva capire quando era stanco ed aveva bisogno di riposare, quando aveva voglia di essere massaggiato perché aveva dolori ai muscoli o alle ossa o quando aveva tanta fame!! Oramai comunicare era diventato bellissimo.
Grazie alla telepatia siamo arrivati ad una simbiosi , guardavamo la vita l’uno con gli occhi dell’altro. Un rapporto da amici fratelli, un amore infinito.
Anche il distacco è stato colmo di comprensione, di aiuto, di unione; avevo chiesto tante volte al mio piccolo dolce cucciolo di non partire per il Ponte senza di me, non avrei mai voluto trovarlo già addormentato magari rientrando da lavoro. Gli chiesi di non farmi prendere nessuna decisione sulla sua vita, come invece molte persone mi spingevano a fare; molti mi dicevano di farlo addormentare ma in cuor mio non volevo scegliere al suo posto. E gli chiesi anche di tenermi con lui nel momento in cui avrebbe scelto che era tempo di andare.
Nonostante la sua malattia avanzasse non riuscivo a lasciarlo partire; ogni sera prima di addormentarci, gli chiedevo di restare, di non lasciarmi, di stare con me ancora più a lungo possibile.
Il pomeriggio del 30 novembre mi accorsi che il suo corpo non riusciva più a portarlo avanti, che non aveva più la solita bella luce negli occhi, che era qui solo perché continuavo a tenerlo legato al cuore per paura di perderlo. Ci sedemmo sul divano, lui addosso a me come sempre. Lo coccolai a lungo e presi la forza a due mani. Gli dissi che ora poteva andare, che era libero di partire quando voleva e che non doveva preoccuparsi per me, io avrei capito, mi sarei fatta forza come lui mi aveva insegnato durante il nostro cammino. Mi guardò con un guizzo di luce negli occhi, quella luce che mancava da tanto tempo. Finalmente avevo capito che dovevo lasciarlo andare.
La sera andammo a letto, dormivamo abbracciati, sempre. Avevo il sentore che sarebbe stata la nostra ultima notte insieme prima del passaggio. Alle 5 di mattina dell’ 1 dicembre mi svegliò con un colpetto di naso sul viso, mi salutò e si accucciò di nuovo con la testina appoggiata sulle zampe, sul mio petto. Il suo cuoricino affaticato si fermò in quel momento…
Era stato meraviglioso anche nel partire, aveva esaudito tutto quello che gli avevo chiesto; lo avevo lasciato andare e mi aveva ringraziata a suo modo, con un ultimo dono: eravamo rimasti uniti fino in fondo.
Dopo 7 mesi di cammino insieme posso dire di essere orgogliosa di come il mio piccolo abbia reagito alla sua malattia e di come si sia portando avanti con coraggio. Il suo esempio mi spinge ad essere forte e dignitosa anche adesso che il dolore è grande e la mancanza è palpabile.
Ringrazio di vero cuore Valeria, il nostro angelo custode; senza il suo aiuto non saremmo mai riusciti a costruire la nostra più bella e infinita storia di Amore.
 Grazie Valeria, grazie.


Storia di Bacchus e Baloo

Bacchus è arrivato nella mia vita che avevo 2 anni e lui ne aveva 3. Era il cavallo di mio padre: era bello, forte, sportivo e inavvicinabile per una bambina piccola. A 14 anni mi venne concesso di cavalcarlo e cominciò cosi la nostra grande storia d'amore. Le prime volte furono un disastro, le mie competenze erano scarse e la sua forza enorme, tanto è vero che mi ritrovavo spesso per terra! Non avevo davvero nessun controllo. Cosi decisi di prendere delle lezioni per migliorare il nostro rapporto. Da li in poi imparammo a conoscerci, a rispettarci e a divertirci insieme. Ore ed ore insieme a fare tante cose cementarono il nostro rapporto. A l'età di 27 anni, nel dicembre 1993, se ne andò, lasciando in me un vuoto profondo. Nel feb 1996, nacque Baloo a casa mia, bello, forte e sportivo anche lui. Di nuovo questa sensazione come di un “fidanzato”. Baloo diventò grande, e si creò anche con lui un legame molto forte, insieme alla sensazione di conoscersi da sempre. Cominciò un altro percorso di crescita. Arrivò la telepatia nella mia vita, e la conoscenza e consapevolezza della reincarnazione. E un giorno l'illuminazione... Bacchus è Baloo, non c'è dubbio. Ci guardiamo e ci capiamo: finalmente hai capito, era ora... mi dice questo sguardo. Capisco tante cose, questa sensazione di familiarita', questo feeling speciale. Guardo Baloo e vedo il lato sportivo, e la dolcezza infinita ….. e questo sentimento di avere ritrovato il “fidanzato” della mia adolescenza.



Bacchus



Baloo


Testimonianza di Alessandra

La telepatia mi è stata d'aiuto quando ho dovuto cambiare il posto in cui tenevo le mie cavalle. Ero preoccupata perché non sono abituate a viaggiare e perché si erano oramai abituate alla vecchia scuderia, dato che ci vivevano da ormai 9 anni. Valeria ha detto loro che avremmo dovuto traslocare, spiegando loro tutti i dettagli, cioè che sarebbero state insieme, che il viaggio non sarebbe stato lungo e che le avrei portate comunque in un posto dove sarebbero state bene. Il risultato è stato che sono salite senza nessuna difficoltà sul van e che il cambiamento è stato molto meno stressante. Ale



Army




Quisquo


Testimonianza di Lorenzo

Mi consigliarono di contattare una ragazza di nome Valeria in un momento per me tragico in quanto avevo smarrito il mio gatto Bibi. Di Valeria non avevo mai sentito parlare ma quale ultima speranza e non avevo nulla da perdere mi dicevo che avrei trovato almeno conforto nel sentirmi dire che Biby poteva essere vivo. Ora Valeria mi si diceva che grazie alle sue doti telepatiche potenzialmente era in grado di mettersi in contatto con Biby, con il quale non aveva mai avuto nessun contatto dal vivo e cosi’ neppure con me. Cosi’ la chiamai, ci fu uno scambio di pareri e conoscenza reciproca sempre sotto il segno della razionalita’ coerente dei fatti e gentilezza reciproca. Ancor piu’ onesta mi sembro’ quando mi disse che non aveva mai avuto un'esperienza telepatica con dei gatti e per questo i dati di ritrovamento per lei con essi era uguale a zero. Non per questo le diedi ugualmente tutta la mia fiducia e solidarieta’ nel suo sensibile operato nel quale non ebbi la pretesa di penetrarvi con mie specifiche richieste e domande da porre a Biby a distanza, tramite lei, ma quello che le confermai nelle pochissime volte che ci sentimmo telefonicamente fu solo ed esclusivamente la mia totale fiducia, cosa che ritengo importante per chiunque che abbia intenzione di collaborare con Valeria in quanto ritengo che sia una sorta di corretta e pur sempre onesta azione a prescindere dagli esiti degli eventi.. Fu lei anzi gentilmente a chiedermi di contattarla in quanto riusciva a contattare Biby e nelle sole due volte che lo “vide” posso confermare che si trattava di posti nel quale Biby cosa estramanente incredibile ( per chi non ha fiducia ) si era veramente recato. Io dissi a Valeria che avrei collaborato attivamente dietro alle sue indicazioni per rintracciare Biby e fu una mattina estiva , dopo tre mesi che Biby era scomparso ma non per questo io e Valeria non ci eravamo persi d’animo, che una ragazza a tre chilometri da casa mia mi disse che si aggirava attorno a casa sua un gatto dalle sembianza simili a quelle del mio Biby che aveva visto in un messaggio di smarrimento che avevo posto in giro per la citta’. Mi recai sul posto nei pressi di casa sua in campagna e come vidi il sito mi venne la pelle d’oca; si trattava di un posto che Valeria mi aveva descritto in maniera fotografica identico grazie alla sua telepatia. Fu per questo che chiesi alla ragazza di fotografare il gatto non appena l’avesse visto di nuovo. Infatti il giorno successivo mi telefono’ e mi fece vedere una foto che scatto’ con il cellulare. Mi misi a piangere come un bambino perche’ di Biby si trattava. La prima persona che informai fu naturalmente Valeria che ancor ora ogni volta che ci sentiamo la ringrazio vivamente delle sue doti innanzitutto umane prive di scopi lucrosi e ancor piu’ delle doti squisite che madre natura le ha donato e che lei in maniera intelligente e altruistica le mette a disposizione del prossimo per dare cosi’ un senso di positivita’ e umanita' a completare parte del senso di questa vita, specie per chi ama e ritiene gli animali componente di gioia e amore. Lorenzo R. Fano (PU). Italia.




Biby


U

La cosa per me più bella della telepatia è dare la possibilità ad un animale di esprimere il proprio desiderio, "la voce dei senza voce". Per me è una forma di rispetto nei confronti del proprio convivente a 4 zampe. L'ambito che mi è stato di maggiore aiuto è stato quello di aspettare il consenso di Joy e anche di Indigo prima di prendere la difficile decisione dell'eutanasia. Come veterinario, ma anche come proprietario si rimane spesso con il dubbio di avere fatto la cosa giusta nel momento giusto. In verità giusto è quando chi viene "addormentato" decide che per lui/lei é il momento giusto. Valeria parla con i miei quattro zampe amatissimi dal 2002, per me è uno strumento indispensabile e trovo lei sia molto brava! U



Joy


La storia di Betulla

Betulla è nata a febbraio 2002, ed è stata scelta a due mesi di età per essere inserita nel nostro programma di addestramento per cani da assistenza ai portatori di handicap motori. Durante il lavoro, varie persone con disabilità si presentavano da noi per fare richiesta, e ogni volta lei veniva presentata come uno dei possibili cani da abbinare. Nel frattempo diventava sempre più brava, quindi decisi di portarla con me, insieme a uno dei miei cani personali che abitualmente mi faceva da assistente, in qualche dimostrazione e in qualche seminario. Non aveva però mai mostrato particolare interesse per le persone che le presentavo come possibili conduttori, e sebbene si comportasse sempre in modo molto carino ed educato non scattava quel “colpo di fulmine” che mi sarei, prima o poi, aspettata. A questo punto entrò in campo la Telepatia. Personalmente ho sempre creduto che sarebbe stato utile poter chiedere ai cani se volevano davvero andare a lavorare e a vivere con una persona o un’altra, perché ne andava della loro qualità di vita, e dal momento che noi non utilizziamo alcuna coercizione nel training, perché mai metterli di fronte a una scelta obbligata ?? Quindi cominciai, con l’aiuto di Valeria Boissier, a domandare sistematicamente ai cani dell’Accademia, dopo ogni incontro con persone potenzialmente adatte per entrare in lista di attesa, se la persona era piaciuta, cosa piaceva (o non piaceva) di lei, e chi di loro avrebbe voluto lavorare e vivere con lei. Naturalmente non era l’unico metro con cui sceglievo l’abbinamento con i candidati: la capacità tecnica potenziale, il carattere e lo stile di vita avevano molto peso, ma la scelta del cane era comunque tenuta molto in considerazione. Rendermi conto di tutta una serie di preferenze e di punti di vista dei cani mi ha davvero aiutato nel lavoro, nel training e negli abbinamenti, oltre che arricchirmi umanamente, e a tutt’oggi non potrei farne a meno. Per quanto riguarda Betulla, la scoperta che facemmo fu a dir poco sconcertante: dal momento che la sorella era venuta a vivere in casa mia, come cane personale, lei non riteneva giusta questa scelta, quindi sarebbe stata molto felice di rimanere con me come cane da lavoro e da dimostrazione, ma non le interessava andare via con nessuno! Ecco la spiegazione del suo strano comportamento …… Inutile dire che, fedele al fatto che ognuno ha il diritto di scegliere la propria vita, dopo sei anni e mezzo Betulla è ancora qui, non è stata assegnata come suo desiderio, e mi aiuta nelle dimostrazioni. Per fortuna, la gran parte dei nostri cani hanno fatto scelte diverse, e ognuno finora è andato a stare con chi ha scelto con un “colpo di fulmine”, esattamente come facciamo noi umani …….



Betulla


Testimonianza di una veterinaria

La prima volta che mi hanno parlato di telepatia, avendo acquisito in anni di studi una mentalità scientifica, sono rimasta scettica.
Sono comunque curiosa e aperta alle novità per cui ho incominciato a leggere libri e ad informarmi, scoprendo una letteratura scientifica sull’argomento.
Ho pensato che per un medico veterinario riuscire a sapere cosa pensano o provano i miei pazienti sarebbe stato molto utile.
Poi ho avuto la fortuna di conoscere Valeria.
Considero Valeria una persona speciale, con un dono grande, che lei condivide con naturalezza e semplicità.
Mi ha aiutata a superare il dolore per la morte della mia Doda e continua ad aiutarmi ogni giorno nel mio lavoro.
Grazie

Annarita


Testimonianza di Claudia

 
Mi chiamo Claudia, sono quasi 25 anni che vivo in stretto contatto con cani abbandonati. I rifugi sono molto particolari, complessi, complicati, tristi ma anche un ritrovo di conforto, sicurezza e dignità per molti. É una comunità di esseri a cui è stata strappata la loro dignità e fiducia e tu che vivi la tua vita con loro e per loro ti trovi a combattere tutti giorni questi conflitti. Credo di avere un buon rapporto con tutti loro. Ci stimiamo, rispettiamo, cerco di soddisfare ogni loro esigenza. 
Molti li ho visti cambiare, ora sono sicuri di dove sono, molti hanno riacquistato la fiducia nell'essere umano. Ma altri rimangono nelle loro paure stereotipate, nulla gli fa cambiare idea di un mondo migliore. Ciò è molto frustrante, non poter arrivare nel loro intimo, nella loro testa e spiegare che c'è anche il bene, cioè anche chi li ama, e per potergli togliere quelle fobie che non li fanno vivere sereni anche quando possono. Pensavo di essere arrivata e che più di quello che potevo ottenere da certi fosse il massimo. Ma nel marzo 2008, sono venuta a conoscenza di un mondo fantastico, di un'occasione unica, quella di poter comunicare per mezzo della telepatia con tutti loro e per la voglia di dargli il massimo, di poterli aiutare mi sono messa subito in contatto con Valeria, avevo sentito parlare di lei leggendo un libro e vi forniva anche il suo indirizzo. Le telefonai molto timidamente, era un mondo di cui non avevo assolutamente conoscenza, non ne pensavo l'esistenza. Ora vi racconto la storia di FIORE, una delle decine di cani che Valeria ha aiutato con la comunicazione.
Fiore una meticcia di media taglia, tipo cane da caccia segugio. Era stata avvistata randagia con 6 cuccioli di appena un mese. Aveva partorito in un rudere nelle campagne più sperdute. Dei volontari ci misero giorni tentando di avvicinarla ma lei spariva nel nulla appena avvistava un essere umano. Purtroppo fu catturata con la trappola a scatto, non sto a spiegare il trauma, il terrore del cane, cosparsa di feci e vomito per la paura.
Fu portata nel mio rifugio con i suoi 6 piccoli. La lasciai per giorni tranquilla limitandomi a darle cibo e acqua. Ma la ripresa fu lenta e difficile, lei era sfinita e debole, disidratata, era ridotta pelle e ossa e il suo pelo era bruciato dal sole essendo il mese di giugno, ma una mamma eccezionale ha cresciuto i suoi piccoli belli grassi e sani a discapito della sua salute. Furono giorni difficili per lei e per me, non sapevo come rapportarmi. Lei aveva capito che non rischiava nulla con me, che si poteva fidare, lo capivo per come accettava la mia presenza e mi faceva toccare i suoi cuccioli. Passarono settimane e quello che avevo ottenuto da lei è che ora si avvicinava a me, ma quando io facevo cenno di toccarla e quando la guardavo, si irrigidiva e si rifugiava dentro la cuccia. Mi ero molto scoraggiata, lei era sempre tesa. Allora chiamai Valeria, le chiesi di parlare con Fiore, di tranquillizzarla, di dirle che dove era, nessuno le avrebbe fatto del male, ne a lei ne ai suoi cuccioli.
 
Valeria ci parlò e Fiore disse: so che Claudia mi vuole bene, e ho paura che tutto questo sia un sogno. Ho patito fame, sete e paura per me e i miei cuccioli. Sono molto arrabbiata, perchè questa cosa doveva succedere proprio a me? Ora sto bene, ma ho bisogno di tempo, perciò dici a Claudia che farò di tutto per uscire da questo incubo che mi perseguita e che deve avere pazienza perchè so che ci riuscirò. Fiore a solo 4 giorni dalla conversazione è corsa verso di me e si buttò a pancia all'aria sui miei piedi e si fece accarezzare tutta. Da quel momento i progressi sono stati più veloci e i nostri incontri sono stati costruttivi. Ora Fiore conduce una vita serena dentro casa rifugio tra abbracci, baci e coccole.
Questa è stata solo una delle numerose comunicazioni che Valeria ha sostenuto con questi risultati. Voglio sottolineare che Valeria tuttora comunica con i cani del mio rifugio e credete  non li conosce, in quanto abitiamo in regioni distanti tra loro e perciò non è influenzata da nulla. Da quando Valeria comunica con loro, le cose in canile sono migliorate, c'è più serenità perchè riesco a soddisfare meglio e capire meglio le loro esigenze. Comunicando riesco anche meglio ad intervenire nei dolori fisici, perciò per la loro salute.
Concludo invitando chiunque ami il proprio essere non umano di avvicinarsi alla telepatia anche con la diffidenza e lo scetticismo con cui tutti noi abbiamo esplorato questa realtà meravigliosa, perchè così facendo impareremo tante cose dai nostri amici animali che sono una grandissima fonte di saggezza e dolcezza e se vuoi dare il massimo a chi ami e a chi ti ama.


 

Fiore



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